Sisma, Renzi: “Questa settimana nominerò Commissario per la ricostruzione”. Di Maio: “Errani no”

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MATTEO RENZI

Il Premier Matteo Renzi parla ancora una volta del terribile sisma che ha colpito l’Italia centrale e che ha interessato 3 regioni, distruggendo completamente Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto e ricorda le vittime, 292 persone, dichiarando che, in settimana, nominerà un Commissario per la ricostruzione, unico per tutte le regioni coinvolte.

In questi ultimi giorni i danni stanno continuando: il terremoto pare non essersi fermato al giorno più distruttivo, il 24 agosto, e continua in maniera più lieve, con scosse di piccola e media intensità a far crollare edifici e far franare terreno.

Prima di questo sabato dunque, come riportato sull’Ansa, Matteo Renzi nominerà il Commissario per la ricostruzione, che avrà il compito di supervisionare e agire come di sua competenza nelle regioni colpite da questo terribile sisma, paragonato a quello dell’Aquila del 2009.

Intanto al TG1 Matteo Renzi ribadisce anche che all’Unione Europea, per il progetto Casa Italia, “prenderemo ciò che ci serve”.

Ricordiamo che l’area più colpita è stata quella al confine tra Lazio, Umbria e Marche, precisamente nell’alta Valle de Tronto e che ad Accumoli, a 4 km di profondità, c’è stato l’epicentro della scossa più intensa. Le persone salvate dalle macerie sono state 238.

Luigi Di Maio, del Movimento 5 Stelle, critica però la scelta del Premier, affermando, secondo il Fatto Quotidiano, che Matteo Renzi sfrutterebbe il sisma per ricucire il PD e giudica negativamente la possibile nomina di Errani come Commissario, criticata fortemente anche da Matteo Salvini, dicendo che serve una persona completamente al di fuori dei partiti per questa carica, mentre Errani sarebbe in politica dal 1983 e per giunta sarebbe già stato Commissario per 3 volte.

Secondo Luigi Di Maio dunque il Premier Matteo Renzi avrebbe sprecato una buona occasione per far vedere all’Italia e all’Europa di essere al di là delle parti senza sfruttare la tragedia per fatti puramente politici.