Farese: Basta con le vicende giudiziarie e la vecchia politica, con noi vince il merito

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La «vicenda De Girolamo» è lo specchio della nostra classe politica: Benevento merita onestà. Le parole utilizzate dal Gip Cusani su Nunzia De Girolamo sono gravissime: si parla addirittura di «associazione a delinquere». So bene che Renzi ascriverebbe le mie parole alla «barbarie giustizialista».

Mi limito, anche ripensando alle famigerate registrazioni, a ricordare come un politica che nessun ruolo ricopriva nella struttura di cui si parla, l’ASL di Benevento, si arrogasse il diritto di decidere chi beneficiare e chi colpire.
La vicenda ci dà uno spaccato miserevole della politica locale e nazionale, mostrando quanto fossero vere le parole di Enrico Berlinguer sulla “questione morale” («I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali»).

Clemente Mastella, in pompa magna, e addirittura dimenticando lo scambio velenosissimo di messaggi e le promesse di querela, aveva stipulato alleanza con la ex pupilla del signore di Arcore, poi traditrice per la poltrona ministeriale, poi “figliola prodiga”, ritornata alla casa del padre dopo la parentesi alfaniana (malgrado la vox populi abbia sempre ironizzato sul numero di consensi effettivi della signora Boccia). È pensabile che a governare Benevento ci siano due personaggi di tale levatura? E cosa ha da dire l’onorevole Mastella in proposito?

Non esistono scorciatoie giudiziarie al rinnovamento della politica. Solo la buona politica scaccerà quella cattiva. Ma l’opinione pubblica può leggere in questa vicenda il reale spessore di una classe dirigente che vorrebbe guidare il paese o la nostra città.
Noi stiamo arrivando, comunque. Con gentilezza e fermezza metteremo le mani nei fanghi metaforici e reali degli ultimi anni. Senza compromessi, liberando le istituzioni dal cancro della malapolitica. L’onestà, scriveva Mark Twain, è la migliore di tutte le arti perdute. Ridiamole dimora.