Berlusconi sfiducia Fini, via da Pdl e dalla Camera
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‘Si e’ presentato un dissenso da parte di Fini e degli uomini a lui vicini nei confronti del governo, della Maggioranza e del presidente del Consiglio. Io non ho mai risposto, anzi ho sempre smentito i virgolettati che mi hanno attribuito. Abbiamo tenuto un comportamento responsabile, visto il momento di crisi che viviamo”. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa al termine dell’ufficio di presidenza del Pdl. ”Lasciamo che siano membri del Parlamento ad assumere iniziative a riguardo”. Risponde il premier a chi gli chiede se a questo punto si debba chiedere un passo indietro di Fini dalla presidenza della Camera.
I finiani Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio saranno deferiti al collegio dei probiviri. Questo è stato comunicato dai coordinatori del Pdl ai partecipanti all’ufficio di presidenza in corso a Palazzo Grazioli. Il provvedimento è contenuto in un allegato al documento politico che il vertice sta esaminando.
Il documento ufficiale è al vaglio del vertice del Pdl (coordinatori e capigruppo) riunito con il premier Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli. La bozza del testo a cui lo stato maggiore del partito sta lavorando prevede una serie di passaggi dedicati al presidente della Camera Gianfranco Fini considerato ormai politicamente lontano dalla linea del partito. Il documento però, oltre alla censura all’ex leader di An, prevederebbe azioni disciplinari verso alcuni deputati fininani (si parla in particolare di Italo Bocchino e Fabio Granata). In particolare, per i deputati in questione si richiama l’applicazione dell’ articolo 48 dello statuto del partito che prevede “in casi di particolare gravità” la “sospensione immediata” di un esponente del Pdl. L’iter prevede poi l’apertura d’ufficio di un procedimento disciplinare davanti al collegio dei probi viri. Il giudizio definitivo – si legge sempre nell’articolo 48 – dovrà essere emesso entro 3 mesi dalla sospensione. I provvedimenti di sospensione dovranno essere convalidati dall’ufficio di Presidenza nella prima riunione successiva all’emissione del provvedimento
