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Caro De Magistris, non a nostro nome

Abbiamo letto l’intervista all’europarlamentare dell’Italia dei Valori Luigi De Magistris, apparsa su “Terra”, e siamo rimasti basiti.

Dopo aver dichiarato la sua disponibilità a candidarsi a sindaco di Napoli e affermato che bisogna costruire una coalizione di centro sinistra ampia e unita, l’esponente del partito di Di Pietro, parlando dei suoi possibili concorrenti alle primarie, afferma: “Ranieri rappresenta il continuismo con l’era di Tangentopoli”.

Non sta a noi difendere il senatore Ranieri, ma non possiamo non osservare che buttare fango su personalità del centro sinistra ci sembra un pessimo viatico per costruire una coalizione per Napoli “ampia e unita”.

De Magistris sembra ignorare che in Campania ha vinto Caldoro e che Cosentino è l’anello di congiunzione tra poteri deviati e politica. Continua ad attaccare la giunta comunale napoletana, che è sorretta proprio dagli uomini di Vendola con cui lui dice di volersi alleare.

In questi dieci anni di governo Berlusconi, Napoli è stata assediata, isolata, insozzata con la crisi dei rifiuti, criminalizzata dal governo di centro destra, oscurata da una stampa nordista.

Il centro sinistra non è stato all’altezza della sfida, né a livello locale, né a livello nazionale, perché della questione meridionale non importa niente a nessuno. L’amministrazione ha volato basso, ha scelto la strategia di “resistere” al “blocco settentrionale”, presente in tutti i partiti, mentre era necessario fare scelte coraggiose e nel contempo concrete.

E’ vero, ci sono stati i gravi tagli ai trasferimenti, ma non si è trattato solo di questo. E’ mancata una strategia di sviluppo della città, una visione innovativa ed una capacità di realizzazione di quanto si era prospettato. Ma questo attiene al confronto politico, e ci sarà, dovrà esserci, il tempo per parlarne.

Siamo stati tra i promotori di un appello e della conseguente iniziativa tenutasi il 21 maggio scorso a Città della Scienza, con De Magistris e Nichi Vendola, per parlare di prospettive della sinistra e di Napoli.
L’obiettivo era e resta quello di costruire una grande rassemblement per Napoli, fatto da movimenti, associazioni, sindacati, fondazioni: un blocco meridionalista con un programma per la Napoli del futuro. E con uomini, non solo onesti e competenti, capaci di fare della “diversità” uno stile nel comportamento individuale, capaci di “guardare oltre la siepe”.

C’è bisogno di moralità, non di moralismo. C’è bisogno di politica, non di proclami.

Noi continuiamo a crederci e a lavorarci ed è per questo che non condividiamo le parole di De Magistris. Non condividiamo un atteggiamento teso ad una divisione che è l’anticamera della sconfitta.

Per vincere c’è bisogno di una coalizione ampia della sinistra, che sappia guardare e parlare oltre i suoi stessi confini.

I nostri avversari sono potenti e capaci: Marchionne e la sua newco, la destra che privatizza l’acqua e la salute. Cosentino e Caldoro che aboliscono il reddito di cittadinanza.

E’ necessario allargare il fronte, è necessario unire. Occorre confrontarsi e, se è necessario, scontrarsi sulla politica, sul merito delle questioni.
Abbiamo bisogno di chi abbia idee nuove per uscire dalla crisi, abbiamo bisogno di chi ci faccia capire come ridare alla città lavoro vero e istruzione, come costruire la qualità della vita dei suoi abitanti, italiani e non.
Abbiamo bisogno che la lotta alla camorra non resti uno slogan o un generico appello, ma un impegno quotidiano a cambiare l’ economia, i comportamenti individuali, il modo di essere dei cittadini.
Abbiamo bisogno di capire cosa si vuole innovare e come si vuole cambiare. Forse varrebbe la pena cominciare da un vecchio vizio, quello di considerare l’alleato come il nostro principale avversario.

Sinistra Svegliati

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