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Pd, l’area Sommese sceglie Amendola: «Basta con le conte»

L’AREA Franceschini smotta. Un altro pezzo si stacca per sostenere alla segreteria regionale del Pd il candidato dell’area Bersani Enzo Amendola. Pasquale Sommese, consigliere regionale e primo dei non eletti alle europee, tende la mano all’ultimo segretario regionale dei Ds. L’accordo è praticamente fatto. Sommese subordina il suo sostegno a tre punti. «Vorrei che Amendola chiarisca quali alleanze immagina per le prossime regionali, come intende coinvolgere le autonomie locali, cosa farà per avvicinare al partito l’associazionismo cattolico e valorizzare l’area moderata» dice Sommese. Amendola raccoglie. «Mi sono candidato – risponde – per unire il Pd nell’interesse della Campania e della sfida che tutti noi abbiamo, al di la delle mozioni nazionali, a formare una rinnovata alleanza e una nuova classe dirigente. Mi candido con spirito inclusivo e lavorando sodo sui contenuti. Infatti è su basi programmatiche che si deve ricostruire da subito una alleanza, anch’essa inclusiva e forte dell’ispirazione federale e che punti sui partiti in opposizione parlamentare al centro-destra nazionale: Pd, Udc e Idv con il contributo della sinistra riformista. Riguardo al Pd, ho a cuore l’idea di un partito plurale, rispettoso delle storie di tutti dove la litigiosità e le mediazioni siano sostituite dal confronto sui contenuti e dalla convergenza sulle proposte».
Dopo quello di Salvatore Piccolo, Amandola incassa un altro importante sostegno. Un duro colpo per Leonardo Impegno, candidato dell’area Franceschini, che in pochi giorni vede indebolirsi il suo schieramento. Intorno ad Amendola si va invece formando quella larga maggioranza auspicata da tanti per evitare che le primarie del 25 ottobre si risolvano in una nuova resa dei conti. «C’è una specificità campana di cui tener conto» dice Sommese per spiegare la scelta di sostenere il bersaniano Amendola e non il franceschiniano Impegno. «Una vasta area del partito non è per nulla attirata dall’idea di un’estenuante battaglia congressuale. La presenza stessa di tre candidature – dice il consigliere regionale – confligge con la tanto invocata unità. C’è il rischio di avviarsi a un aspro confronto troppo incentrato sul dualismo pro o contro Bassolino. I nostri elettori e soprattutto i nostri amministratori sono delusi e logorati dalle varie contese interne e sono poco affascinati dalle battaglie in cui le fazioni chiedono di schierarsi con ingente spreco di energie. Meglio sarebbe fare un congresso che apra un dibattito serio su un progetto politico». Da qui la disponibilità a convergere su Amendola. «Ma a patto – precisa Sommese – che la sua candidatura poggi su una piattaforma programmatica e non su un’ammucchiata. Sulle alleanze, per esempio, serve una parola chiara. Non ci vogliono gli scienziati per capire che con l’Udc e l’Mpa si può vincere. Ma cosa fa il partito per dialogare con Udc e Mpa?».
E intanto annunciano il loro appoggio a Pierluigi Bersani e Enzo Amandola anche Emilio Di Marzio, vicecapogruppo del Pd al Comune, e il consigliere provinciale Livio Falcone, che lasciano l’area Franceschini e Luigi Nicolais per aderire all’area Letta. «La candidatura di Amandola – spiegano Di Marzio e Falcone – risponde al profilo necessario al prossimo segretario del Pd, a maggior ragione se la sua azione si fonderà su una più accentuata autonomia politica e in dipendenza di scelte strategiche». E nell’area letta non mancano accenni polemici alla scelta di Piccolo di sostenere Amandola. «Non vorremmo che le adesioni di una piccola parte dell’area Franceschini alla sua candidatura – dice il consigliere regionale Franco Casillo fossero il frutto non di una profonda condivisione del programma del candidato dell’area Bersani ma della prosecuzione a livello napoletano della guerra interna al gruppo Fioroni».

Il Mattino di Napoli

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