Mara contro Cirielli: “Indegne logiche correntizie”
«No ai mezzi squallidi per far vincere la propria corrente. Che spettacolo indegno quello di chi militarizza il partito per dettare la propria linea. Meglio perdere che vincere con le minacce. Voglio giocare la mia battaglia con onestà». La polemica non si placa nel Pdl. E Mara Carfagna torna a Scafati, nello stesso luogo dove aprì l’estate scorsa il contenzioso con Cirielli, e rinfocola lo scontro. «Chiedo scusa a chi ci vota, a chi crede in noi. Stiamo dando uno spettacolo indegno – dice aprendosi in un moto di sincerità con i duemila del Palamagano arrivati per Monica Paolino, candidata alla Regione – L’anima del partito è stata tradita. Io vengo dall’area di Forza Italia e sono cresciuta politicamente con i valori e gli insegnamenti di Berlusconi. Siamo un unico partito, ma qui con mezzucci squallidi ci si contende il potere». Il riferimento è a Cirielli, il quale ancora ieri aveva difeso il proprio diritto di sostenere i candidati a lui più vicini dopo averli presentati sotto le insegne dell’associazione Principe Arechi nell’ex sede di An («Siamo in democrazia, voto chi voglio», aveva detto). Così il ministro delle pari opportunità, in puro stile berlusconiano, con parole dirette, chiare e senza tatticismi, si confessa in pubblico: «Non importa se perdiamo, non si puo vincere facendo morti e feriti. I miei avversari, anche quelli del Pd, non voglio eliminarli fisicamente. Si vince sulla base della credibilità e dell’autorevolezza e delle idee che proponiamo ai cittadini. Non sulla imposizione della logiche correntizie. Sono contraria alla militarizzazione del partito. Sono per costruire una partito radicato sul territorio, aperto e libero, ecco quel che ci resterà». La Carfagna rivendica il primato del partito di maggioranza relativa: «Anche a Salerno, fino all’unificazione nel Pdl, l’area da cui provengo era partito principale. Oggi ingiustamente si penalizza chi arriva da quell’area – ricorda il ministro – La polemica creata dal presidente Cirielli è inutile e priva di significato: non capisco. In questa storia mio malgrado ci sono finita dentro perchè rappresento l’area di riferimento di Fi nel partito, che oggi è casa di tutti e non di alcuni. Noi l’abbiamo sostenuto a presidente della Provincia e abbiamo giocato insieme la battaglia per liberare la Provincia dal centrosinistra. Non ci possono essere divisioni, sopratutto se sono riferite a aspirazioni personali». Ma non finisce in secondo piano la ragione della puntata a Scafati (in serata il ministro è stata a Eboli a sostenere la candidatura a sindaco di Vito Busillo), cioè la presentazione della candidata locale: «Monica Paolino è un donna impegnata in politica. È una donna in gamba. Il fatto di essere la moglie del sindaco di Scafati Pasquale Aliberti l’ha penalizzata: lei da anni si occupa di politca, ora potrà dimostrare quel che vale. Ora la dobbiamo incoraggiare. Per il rilancio della Campania». E la candidata parla del suo progetto a cominciare dai risultati di Scafati. «Risanare il Sarno e difendere l’ospedale», dice. Il marito spiega che è stata colta l’occasione delle quote rosa (si possono dare due preferenze: ad un uomo e ad una donna) per lanciare la Paolino: «Io ho un impegno con i miei elettori». Ed è stato il sindaco di Sarno Amilcare Mancusi a lanciare frecce avvelenate. «Nei nostri certificati penali c’è scritto ” nulla ” a differenza degli altri» a dimostrazione che lo scontro anche sul territorio è alle stelle (il candidato locale è Alberico Gambino, sindaco sospeso di Pagani, reduce da una condanna penale). Alla riunione hanno partecipato anche Antonio Lubritto il candidato di punta dell’area e Michele Sarno che era stato protagonista di una polemcia l’altra sera proprio con Cirielli sempre in riferimento alla lista dei cadidati del presidente da cui l’avvocato era stato escluso. È stato FrancoDi Comite, parlamentare della prima ora di Forza Italia, a richiamare tutti all’orgoglio: «Abbiamo per la prima volta un nostro ministro azzurro. Dobbiamo esserne orgogliosi e stringerci attorno a lei»
Il Mattino di Salerno del 15 marzo 2010
