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Regionali, l’assalto a Gambino

E’ al fianco di una moto rossa fiammante, che vuole dare l’idea del movimento e del nuovo che avanza, sotto il simbolo del Pdl. Si presenta così, fotografato in uno dei tre manifesti scelti, “Idee e Passione con Alberico Gambino”, agli elettori della circoscrizione salernitana per le elezioni regionali del prossimo marzo. Diversamente, Angelo Grillo ex sindaco della città, candidato con Sinistra, ecologia e libertà, adotta lo stile classico elettorale, semplice e diretto: “La parola vale”. Poi ci sono, due paganesi fuor patria, Annamaria Torre, figlia dell’ex sindaco di Pagani, l’avvocato Marcello Torre, ucciso negli anni 80 dalla camorra, in lista con Campania Libera, che punta invece sul sogno del papà, quello della “Pagani, libera e civile” ed Enrico Coscioni, cardiochirurgo aiuto primario dell’ospedale di Salerno, originario di Pagani, altro candidato della lista voluta da Vincenzo De Luca, che ci mette unicamente la faccia ed il suo nome. Insomma, quattro candidati, con quattro storie diverse, legati in qualche modo alla cittadina dell’agro nocerino sarnese, che seguono il loro percorso elettorale senza entrare, per il momento, nei meriti o nelle questioni politiche legate agli avversari del territorio. La loro campagna elettorale, per ora, si fa a suon di manifesti, sui muri della città, con volti e slogan, portando avanti esclusivamente il proprio programma. “Vogliamo condurre la nostra campagna elettorale in un modo che è particolare per la sua semplicità, ovvero girando per il salernitano e incontrando persone – spiega Angelo Grillo – Ritengo che uno dei principali limiti della fase storico-politica che sta attraversando il nostro paese è lo scollamento tra i rappresentanti e il territorio. Nel tempo si è determinato un distacco tra chi è eletto e il territorio che deve governare. Sto parlando di quanto è successo a Pagani, ma la situazione è analoga in tutta la provincia di Salerno e nella Regione Ben venga “il nuovo”, i giovani, i volti non noti purché preparati e competenti. Invece è accaduto che sono stati mandati alla sbaraglio dei soggetti assolutamente privi di un’adeguata preparazione politica, non ancora sufficientemente maturi per i compiti che sono stati chiamati a svolgere, e questo ha avuto conseguenze disastrose”. Non è diretto l’ex sindaco socialista, ma per molti la stoccata sembra essere rivolta ad Alberico Gambino, che alla sua prima elezione portava nel suo seguito politico proprio Angelo Grillo. Dal suo, il sindaco eletto, sfoggia il sorriso della sicurezza e dell’uomo che sa di aver dalla sua parte il consenso popolare. “La vita insegna che quando si persegue una meta il tragitto vale quanto la meta – spiega Alberico Gambino – Infatti, per me, ha valore la passione e l’impegno che sono “l’opera” in sé. Realizzare una scuola, un auditorium, una strada, una palestra o battersi per una idea che reputi giusta è come regalare un fiore, perché non è il fiore in sé “importante” ma ciò che rappresenta e procura, cioè l’azione di chi lo dona e la gioia di chi lo riceve. Io ritengo che “l’opera” realizzata in politica è importante soltanto se riesce a soddisfare i bisogni della gente”.

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