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Pdl, è scontro sul coordinamento cittadino. Martini: «Hanno escluso me per colpire Viespoli»

«Boccalone è solo un potenziale coordinatore cittadino, poiché la sua nomina non è stata ancora ratificata»: così De Girolamo e Verrillo nella lettera recapitatagli. L’interessato, nell’annunciare di aver annullato la presentazione del coordinamento, parla di «trame di basso profilo e piccoli interessi di bottega». Insomma, il Pdl sannita non attraversa uno dei suoi momenti migliori. Ecco Boccalone: «La nascita del coordinamento cittadino rimane una necessità improrogabile, un vuoto da colmare. La città ha sempre più bisogno di un partito che sappia cogliere le istanze e le aspettative e che dimostri adeguata capacità di organizzazione. Il prevalere di logiche meramente burocratiche non ha consentito, al momento, di procedere nella direzione giusta. Non si può, però, sottacere che il notevole disorientamento che vive la politica in città e in regione abbia inciso e condizionato le decisioni del momento. Resto convinto che logiche e percorsi politici debbano essere accompagnati da una strutturazione del partito, la cui attività, di contro, non può ricadere solo sull’entusiasmo e sullo sforzo dei singoli. Uno spiccato senso di unitarietà di intenti rappresenta l’elemento indispensabile per superare le momentanee difficoltà e gli appannamenti dovuti al fatto che, spesso, chi si impegna lealmente per il progetto politico, viene sopraffatto da chi invece limita il proprio raggio d’azione a trame di basso profilo e per piccoli interessi di bottega». Più che determinata era stata la De Girolamo: «Facendo seguito ai precedenti colloqui verbali, peraltro, caratterizzati da un comportamento poco consono al ruolo e alle funzioni che si richiederebbero ad un potenziale coordinatore cittadino, con la presente si ribadisce quanto segue: ai sensi della quinta disposizione transitoria, la nomina di un coordinatore comunale, relativamente ai Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti, è soggetta a ratifica da parte del coordinatore regionale e del suo vicario, ragion per cui fino a tale ratifica non è consentito esercitare le relative funzioni, ivi compresa quella riguardante la costituzione e nomina del coordinamento cittadino. Nella composizione degli organi collegiali di partito, inoltre, bisogna rispettare la rappresentanza dei soggetti istitutori (Fi ed An), così come stabilita nell’atto notarile del 27 febbraio 2008, pari rispettivamente al 70% e 30%. Pertanto, al fine di evitare spiacevoli e conseguenti azioni, vi pregherei di rispettare le sopra citate disposizioni statutarie e nazionali, confermate telefonicamente anche dai responsabili nazionali dei settori competenti, astenendovi da qualsiasi iniziativa in contrasto con esse».


Martini: «Hanno escluso me per colpire Viespoli»

«Il leader di un grande partito anche a livello locale deve essere credibile ed autorevole; dotato di intelligenza, esperienza, pazienza e, soprattutto, di tanta umiltà. È difficile trovare concrentamente in un’unica persona tutte queste qualità, ma è altrettanto raro trovare una persona che ne sia completamente sprovvista. Ci dispiacerebbe scoprire che a Benevento siamo in presenza del secondo caso». Polemico, Ettore Martini, in ordine alla situazione determinatasi nel Pdl sannita. Ma è solo l’esordio del consigliere comunale depennato a sorpresa dal coordinamento provinciale. «C’è chi nominato ai vertici per concessione “divina”, si fa forte del propri ruolo e distribuendo poltrone, poltroncine e strapuntini – continua Martini – cerca affannosamente di dotarsi di un proprio manipolo di fedelissimi osannanti, pronti a cantare le lodi del capo tutti in coro. Può capitare però che c’è qualcuno che canti fuori dal coro, che non svende la dignità e conservi spirito libero. In questo caso si ricorre all’epurazione. È quanto è successo a noi. Non ci facciamo illusioni, siamo consapevoli che non siamo noi il bersaglio finale e che attraverso noi si tenta di colpire chi riveste ruoli e posizioni di vertice grazie al consenso consolidato in anni di militanza e di azione di governo. È questa la logica dell’esclusione dal coordinamento provinciale. Se si fosse trattato di un disguido sarebbe bastata una telefonata per ovviare. La vicenda sul piano personale non ci interessa più di tanto, sul piano politico invece siamo preoccupati perché di questo passo il Pdl a Benevento non avrà vita facile». Quindi, Martini traccia un bilancio. «Cominciamo dalla Rocca dei Rettori. I consiglieri si rifiutano di votare il vice-coordinatore Salvatore Verrillo per il consiglio dello Iacp. Il tentativo di imporre il nominativo non è una idea felice. Una scelta inopportuna per il ruolo politico svolto dal Verrillo ed anche perchè decisa proprio mentre il Pdl al comune capoluogo critica aspramente la posizione del presidente dello Iacp per la incompatibilità politica determinata dalla carica di presidente del suo partito. Come è andata poi lo sappiamo tutti. Il gruppo ne è suscito dilaniato. Ma non basta. Il candidato sindaco al comune di Telese, Capasso, subisce esplicite e pubbliche minacce di boicottaggio proprio dal coordinatore provinciale, ed infatti pagherà cara la sua ribellione. I vertici del partito alle comunali preferiscono appoggiare Pino D’Occhio, al contrario del senatore Viespoli che tiene comizi a sostegno di Capasso. La coordinatrice provinciale inaugura sezioni di partito accompagnata dal sindaco D’occhio. Il vicario, per non essere da meno schiera i suoi fedelissimi nella lista dell’ex uderrino. Un capolavoro di intelligenza e lungimiranza politica che li costringe, oggi, ad un imbarazzante silenzio sul caso giudiziario di Telese». Le “genialate” non finiscono qui, secondo Martini. «A San Leucio i vertici si schierano a sostegno del candidato Furno, ex mastelliano, e scaricano senza spiegazioni Gino Iannace giovane professionista professore universitario già sindaco di Fi. Risultato: il Pdl perde le elezioni. Un bel segnale di coerenza e di cambiamento ci sembra anche l’appoggio al sindaco di Paduli che da candidato presidente alla Provincia per la Cdl, una volta sconfitto, ma eletto passa armi bagagli con il centrosinistra. A S.Agata la lista del Pdl non arriva quarta solo perché le liste in gioco sono tre. Eppure qualcuno ha la spudoratezza di affermare che il Pdl alle comunali ha riportato una vittoria straordinaria. Con questa logica anche la vicenda del capogruppo a palazzo Mosti è da annoverarsi fra i successi, come è da considerasi un ottimo risultato la sterile polemica sulla vicenda del coordinamento cittadino. Ovunque mette mano questa direzione provinciale sono dolori».

 

Il Mattino di Benevento del 14 novembre 2009

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