Sì al coordinamento, Carfagna si riprende il Pdl
È il giorno dei seguaci di Mara Carfagna, nel Pdl spaccato dopo la vittoria alle elezioni provinciali e le scelte della Giunta di Edmondo Cirielli: il partito da Roma approva la composizione del coordinamento provinciale che assegna agli ex Fi e ai rappresentanti dei partiti minori 21 esponenti contro gli 8 degli ex An. L’organismo è chiamato a decidere in caso di controversie tra il coordinatore Antonio Mauro Russo e il suo vice Antonio Iannone, la maggioranza all’area del ministro è stabilita per Statuto: 70% agli ex Fi, 30% agli ex An. «Finalmente il partito si può radicare sul territorio – dice Russo – Spero che come dopo le scelte alla Provincia noi siamo stati corretti con Cirielli, così oggi si rimanga uniti nell’interesse del Pdl». In pochi giorni gli equilibri del Pdl si sono modificati. Edmondo Cirielli era finora forte del suo incarico alla Provincia, il suo ruolo in Parlamento, l’alleanza fortissima con Nicola Cosentino che sembrava destinato a vincere alla Regione, la presa sul Pdl salernitano grazie anche al potere di veto del vicecommissario Antonio Iannone. Alla bufera giudiziaria su Cosentino ieri si è aggiunta la decisione del Pdl a Roma di ratificare il coordinamento provinciale di Salerno con quattro vicecoordinatori, 18 ex Fi rimasti fedeli a Mara Carfagna, 3 esponenti dei partiti minori, 8 giovani di An, cui si aggiungono capogruppo e vicecapogruppo alla Provincia, responsabili dei giovani di An e Fi, e i membri di diritto senza voto: Carfagna, Cirielli, Antonio Paravia, Enzo Fasano, Salvatore Gagliano, Mario Pepe, Pasquale Vessa, Gerardo Soglia, Pasquale Marrazzo. Al nuovo organismo spetta di decidere in caso di contrasti tra Russo e Iannone su aspetti decisivi della vita del partito, a cominciare dalla nomina dei coordinatori cittadini del Pdl per finire alla scelta dei candidati alle elezioni regionali. Ieri nella sede del Pdl di via Porta Elina c’era grande entusiasmo alla ufficializzazione del Coordinamento provinciale, cui erano presenti solo gli esponenti rimasti vicini alla Carfagna dopo lo scontro con Cirielli. Il presidente della Provincia, infatti, a giugno vinte le elezioni aveva scelto gli assessori da solo, indicando in quota Fi Alberico Gambino, Giovanni Romano e Anna Ferrazzano, senza che tale decisione venisse condivisa dal ministro. E infatti ieri non si è presentato nessuno degli assessori, neppure Anna Ferrazzano che pure ha sempre sbandierato piena fedeltà a Mara Carfagna. «Abbiamo dato spazio a quanti si sono impegnati nelle elezioni provinciali senza essere eletti – sottolinea Antonio Mauro Russo – La decisione di Roma chiude il caso-Salerno. Ora possiamo costruire un partito vero, radicato sul territorio con un organismo collegiale perché non è possibile che il Pdl al 54% venisse rappresentato solo da me e Iannone. Noi siamo stati sempre corretti con Cirielli, infatti Pasquale Aliberti anche quando è stato privato dal ruolo di capogruppo, è sempre stato a fianco dell’amministrazione, e perfino quando è mancato il numero legale per il consiglio provinciale lui era presente. Ci aspettiamo uguale rispetto per il partito oggi». «Abbiamo adottato scrupolosamente lo Statuto che prevede ancora le quote per Fi e An – dice il consigliere regionale Pasquale Marrazzo – Questo è un momento positivo per il Pdl salernitano perché con un organismo collegiale possiamo superare le difficoltà nate dopo la vittoria alla Provincia, ci auguriamo che questo dato positivo venga colto anche dagli esponenti di An che oggi sono assenti perché tutti impegnati. È una fase transitoria che sarà certamente superata». «Con questo organismo – rimarca Antonio Lubritto – possiamo dar vita a un partito popolare impegnato dalla parte dei cittadini sui problemi veri: occupazione, sviluppo e soprattutto moralità».
Il Mattino di Salerno del 13 novembre 2009
